Secondo informazioni da diversa media internazionali la madre di Aleksej Navalsky è stata contattata da funzionari russi che le hanno imposto due scelte: o funerali in silenzio e senza pubblicità del figlio morto ammazzato oppure il corpo sarà interrato in un cimitero del carcere in Siberia. La madre di Navalny ha rifiutato il diktat.
La notizia è stata resa nota dal direttore della Fondazione anti-corruzione di Navalny, Ivan Zhdanov, secondo il quale uno degli inquirenti ha chiamato la donna, Lyudmila Navalnaya che ha rifiutato di negoziare e insiste nel reclamare il suo diritto a decidere del funerale del figlio. Ha quindi reagito chiedendo chiedendo l’apertura di un procedimento penale contro gli inquirenti locali che non consegnano il corpo dell’oppositore alla donna, fatto contrario anche alla religione ortodossa di cui Putin si fa scudo, che impone la sepoltura tre giorni dopo la morte.
Il sito indipendente Meduza, cita l’articolo 244 del codice penale che parla di “profanazione e abuso dei corpi dei defunti e dei loro luoghi di sepoltura”. Mentre tutto questo accade oggi Stati Uniti e UE hanno varato nuove sanzioni contro la Russia. Come se servissero.
(23 febbraio 2024)
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