di Giovanna Di Rosa, #Lopinione
Avendo il governo, la ministra Lamorgese insieme all’antiterrorismo, denunciato pubblicamente e finalmente il “Rischio infiltrazioni violente dell’estrema destra nei gruppi No Vax“, Salvini non poteva farsi rubare la scena e se n’è uscito con una cosa, secondo noi gravissima, ma sicuramente funzionale allo scopo, come “Le varianti come reazioni al vaccino”.
Era ospite de La 7 a “L’Aria che Tira” trasmission che, come un triste presagio, ci ha detto che l’aria che tira è proprio quella: dire la prima cosa che passa per la testa, con elezioni alle porte, dopo avere votato un decreto che aveva detto non si sarebbe votato mai, con la necessità di terza dose e obbligo vaccinale alle porte, vanificando un durissimo lavoro di scienziati, virologi ed esperti nel settore che si scannano quotidianamente per dire le cose come stanno.
Secca la replica degli esperti che lavorano alla lotta al Coronavirus: “Ognuno parli di quello che sa”; con il professor Galli che si spinge più in là e ripete che “Le immunizzazioni salvano le vite” e qualcun altro – ma cosa volete mai che importi a Salvini, lui che lavora per avere un voto in più di Meloni e pagherà un prezzo politico personale altissimo per le sue continue uscite incontrollabili – ricorda che le varianti nascono assai prima dei vaccini.
I partiti dovrebbero porre un freno alle scampagnate verbali in libertà dei loro dirigenti, soprattutto quando in gioco c’è la vita dei cittadini, la loro salute, le loro libertà democratiche.
(10 settembre 2021)
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