di Daniele Santi
Così che avremo un Riina in televisione. Su Rai 1. All’interno del programma del conduttore che tutto può, già benedetto dall’Unto del Signore. Il figlio di Totò Riina ed il pari del diretto discendente dell’Altissimo (è un battutone, pensateci su!) che insieme, nello stesso salotto televisivo, intratterranno il pubblico parlando del libro del figlio di mafioso. Una vergogna. E pretendono che si paghi il canone. Il figlio di mafioso in tivù… E tutto ciò che la Rai sa dire è che il giorno 7 aprile Porta a Porta parlerà di Antimafia. Perché così loro intendono la par condicio, evidentemente.
Rosy Bindi è furiosa, per quel che serve (e per quel che ci frega di lei), Bersani dice la sua come se servisse, il M5S con Roberto Fico dice “esigo trasparenza massima”. Ergo Bruno Vespa è onnipotente e nessuno può vietargli nulla. Renzi tace. Non è un bel segno. Lo schifo Italia va in onda su Rai 1 coi soldi del canone degli Italiani. Clap! Clap! Clap!
Tra le tante frasi vuote uscire dalla bocca dei politici si distingua per chiarezza quella del senatore Pd Sergio Lo Giudice, portavoce di ReteDem, che parla di “idea indigeribile” e chiede le dimissioni di Bruno Vespa.
(6 aprile 2016)
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