di Filomena Filippetti
Ibrahimovic interviene fallosamente. Viene espulso. Un vespaio in campo. Il primo di una numerosa serie di errori di un arbitraggio scandaloso, come i regimi fascisti, che contraddistinguerà tutto l’incontro. Parliamo di Paris Saint Germain – Chelsea, che ha buttato fuori dalla competizione europea la squadra dell’insopportabile Mourinho. Ne succedono di tutti i colori in campo, sgambetti, spintoni, i maschi alfa si affrontano l’un altro eretti in tutta la loro patetica giovanile virilità che passa in un lampo, patetici nel loro prendersi quasi a pugni e poi abbracciarsi mentre gli scimmioni sugli spalti, ululano, fanno buuuuhhh, fischiano, pronti a ubriacarsi per festeggiare, pronti ad ubriacarsi per dimenticare, a fare chissà cosa per celebrare la loro gioia o sfogare la loro frustrazione.
Altri calci e altri errori arbitrali. Un rigore che poteva anche starci, se l’arbitro non avesse chiaramente parteggiato per il Chelsea per tutto l’incontro. A quel punto spegno la tivù. Non ne potevo più. Amo lo sport, ma il trionfo dell’ipocrisia maschile, quella stessa che domina il mondo con i piedi, che ho visto celebrarsi stasera sul campo mi ha dato il voltastomaco facendomi riflettere sulle parole del mio fratello maggiore che qualche giorno fa, a proposito dei fatti di Piazza di Spagna in Roma, commentava che il calcio, gioco da gentiluomini praticato da bestie, rimane una manifestazione del profondo fascismo del maschio alfa.
(12 marzo 2015)
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